Sitges: un viaggio alternativo

7 Nov

La vita di tutti i giorni impone canoni e regole, l’essere animali sociali ha sedimentato nel tempo una serie di stereotipi che poco lasciano alla libertà d’espressione individuale.
C’è un confine tra buone maniere e formalismi, che è facile da travalicare, si parte con un semplice grazie e si finisce ad agire per convenevoli.
La domanda è: cosa resta di autentico con questo atteggiamento che ci rende tutti omologati?

L’etichettare una persona vuol dire farla rientrare in certi schemi mentali che danno sicurezza, per distinguere i buoni dai cattivi, chi potrebbe nuocerci da chi potrebbe darci giovamento, il giusto dallo sbagliato. Questo processo è umano, avviene in tutti noi, ma c’è poi chi con un po’ di spirito critico sente la voglia di andare oltre, oltre le apparenze, oltre l’ovvio, oltre il banale che è la pistola che abbiamo puntata contro.

Per fare tutto questo ci vuole cultura, e una buona conoscenza della realtà circostante comincia sicuramente con un bel viaggio che sia in grado di aprire cuore e mente.
Ci sono numerose mete europee, Capitali e grandi città, ma c’è anche qualche cittadina che se ne sta defilata, che non vive di assordante promozione turistica e che vale la pena visitare.
Una di queste è senza dubbio Sitges.

Visitare Sitges è come ascoltare un piccolo gruppo di musica indipendente e riscoprirsene fans, è come una lente d’ingrandimento su vizi e virtù della gente.
Questa cittadina, non nota al grande pubblico, si trova a circa 40 kilometri a sud di Barcellona, fa parte della comunità autonoma di Catalogna e conserva e preserva tutte le tradizioni del posto, lo fa gelosamente, ma non si chiude e offre un’occasione a tutti.
Sitges è celebre per essere sede della comunità di gay e lesbiche ed in effetti è proprio così, l’omosessualità che nel territorio spagnolo è stata socialmente sdoganata grazie ai diritti civili acquisiti, vede in questa località un punto d’incontro.

Lungi dall’essere un luogo di perdizione o depravazione, proprio nel senso cheintendevamo prima, cioè nel distacco dall’appartenenza allo stereotipo, in un’ottica di rinnovamento.
L’atmosfera che si respira è allegra, spensierata e armoniosa, non esistono eterosessuali o omosessuali, ma soltanto gente che lavora e si vuol divertire, che conduce la sua vita come meglio crede.

Le spiagge a Sitges sono ben tenute, e organizzate e soprattutto hanno prezzi abbordabili e contenuti, tutto il contrario rispetto alla Costa Brava o ad altre zone in voga. La mattinata infatti può iniziare con un bel bagno ristoratore e che da energie, poi ci si distende al sole caldo della Spagna, magari con un buon libro.
Per il pranzo non aspettatevi una cucina internazionale, perché Sitges è pura Catalogna, non ama i compromessi, si tiene stretta la sua origine. Scatenatevi quindi con le tapas del posto, le tortillas e la birra molto fresca e frizzante, soltanto così entrerete nel clima indigeno.

Per cercare il vostro hotel a Sitges è necessario abbandonare la vostra vecchia concezione di grande hotel con tantissime stanze completamente asettico e privo di personalità, qui non troverete le grandi catene alberghiere, dove ti svegli la mattina e potresti essere a Barcellona come sul London Bridge.

Tutto il centro di Sitges si caratterizza infatti per le sue abitazioni, delle villette ben tenute, pulite e familiari e così sono anche gli alberghi, di dimensioni ridotte ma accoglienti, ognuno con la propria storia ognuno con il suo pezzo di passato.

Cosa aspettate ancora?
Concedetevi un’esperienza nel dettaglio, per dire di no a ciò che ci grida il mercato, per preferire la qualità al principio della quantità, per  entrare in contatto con il diverso al fine di scoprire che non è poi così diverso.

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